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Durante la degustazione di un vino bisogna riconoscere diverse cose: il vitigno, il territorio di provenienza con le influenze climatiche dell’annata, la mano del produttore.

Fare il vino è facile ma rispettare questi 3 punti non è sempre così scontato.

 

Sono Alessandro Bovio contadino ed enologo.  Dopo  15 anni di esperienza come consulente per cantine nel 2015 ho deciso di aprire una mia piccola azienda dove poter fare il vino come piace a me.

 

Tel. + 39 345 6141980

E-mail: info@lemorebianche.com

Il cortile di casa è ombreggiato da un enorme gelso secolare che controlla tutte le mie vigne. Da questa pianta, che mi ha sempre donato ispirazione e tranquillità, nasce il logo e il nome aziendale. Tra la fine di maggio e la fine di giugno se passate a trovarmi potete assaggiare le more bianche, che sono il frutto di questa pianta.

 

Tutto intorno in un unico appezzamento si estende il mio vigneto: 2,30 ettari di vigna metà coltivati a Barbera e metà a Nebbiolo.

 

Nel 2013 ho avuto la fortuna di diventare padre ed ho iniziato a vedere tutto con occhi diversi.  La voglia di protezione nei confronti di mia figlia mi ha portato a decidere di gestire la vigna come una volta: con rame e zolfo… basta con la chimica e i prodotti di sintesi. La paternità mi ha portato ad accrescere la sensibilità ed il rispetto per la natura. Nelle mie vigne semino ogni anno delle piante erbacee che andando a fiore e a seme attirano insetti utili e creano biodiversità. Ho smesso di usare la trincia e la fresa e le ho sostituite con vecchi ripper, una vangatrice ed un rasaerba.

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Nel giro di tre anni tutto è cambiato: la terra è più soffice, meno compatta e tutto il vigneto si è popolato di insetti che prima non avevo mai visto. Anche i grilli che erano un lontano ricordo di quando ero bambino sono ritornati a saltare e a scavare gallerie nel terreno. Camminando tra i filari si percepisce una serenità che prima non c’era.

Il vino si fa in vigna!!! Proprio così, in cantina possiamo solo trasformare al meglio quello che durante l’annata la vite ha accumulato nei grappoli. Nella mia cantina tutte le fermentazioni vengono gestite con macerazione a cappello sommerso. Non mi va di forzare l’estrazione e lascio che sia l’alcool ed il tempo ad estrarre dalle parti solide dell’acino ciò che serve al vino per diventare buono. Per ogni vasca mi creo un piccolo mosto di avviamento fatto con le mie uve che mi permette di avere una fermentazione regolare e completa. Secondo me è importante la gestione dell’ossigeno durante la fermentazione. Questa viene fatta con dei semplici rimontaggi all’aria di intensità diversa a seconda di quanto necessita il mosto in quel momento. Dopo la macerazione il vino viene separato dalle bucce e passa in legno dove avverrà la fermentazione malolattica.

La tendenza nella mia azienda è quella di limitare l’impatto del legno sui profumi del vino. Proprio per questo quando è possibile preferisco utilizzare botti grandi e limitare le barriques.

 

Dalla vendemmia 2017 sono arrivati i CLAYVER che sono dei contenitori da 400 lt  in ceramica: delle barriques che non danno gusto di legno ma dove il vino può respirare e maturare come in un piccolo contenitore in legno. Dopo 1-2 anni di affinamento a seconda della tipologia, il vino viene assemblato e imbottigliato. Anche in cantina non mi va di usare additivi, attivanti o chiarificanti. Mi limito a fare il vino con l'uva. Dopo la malolattica e prima dell’ imbottigliamento aggiungo una  piccola dose di bisolfito.

BARBERA D'ALBA SUPERIORE

BARBERA D'ALBA

ROERO

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